Terme di Porretta

Prot. n. 2460 Autorizzazione al funzionamento di struttura sanitaria privata

D.P.R. 15/01/1997 – L.R. 12/10/1998 n. 34

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TERME

Il centro termale

Le Terme di Porretta, grazie alla ricchezza delle sostanze minerali disciolte nelle loro acque, vantano un fattore distintivo rispetto a molte stazioni termali. Utilizzano, infatti, le proprietà salutari di diverse fonti e i preziosi attributi di sorgenti benefiche: sulfuree, ricche d’idrogeno solforato, e salsobromoiodiche, copiose di oligoelementi, sale e iodio.
La complessità del patrimonio idrominerale delle Terme di Porretta consente quindi un ventaglio di trattamenti e cure termali generosissimo, in grado di trattare le patologie più diverse. Inoltre, un comitato scientifico, che annovera al suo interno illustri specialisti della medicina italiana, garantisce protocolli di cure termali seri, testati e realmente efficaci. Le Terme di Porretta sono classificate “1° livello Super” dalla regione Emilia Romagna e questo comporta l’impegno continuo degli operatori affinché ogni ospite, previo parere e prescrizione del proprio medico, possa usufruire di un benefico ciclo di terapie termali a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, i medici e gli specialisti termali potranno offrire consulenze mirate e gratuite, individuando i protocolli di cura e i trattamenti più idonei rispetto alle esigenze di salute di ciascun ospite.

L’acqua termale

Dalle fonti delle Terme

Dalle fonti delle Terme di Porretta sgorgano acque sia sulfuree che salsobromoiodiche, con caratteristiche che le rendono eccezionali.

Sono acque in cui la concentrazione di elementi, indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo, è particolarmente elevata.

Questo fa sì che le acque termali delle Terme di Porretta siano molto efficaci per la cura, la prevenzione e la riabilitazione dell’apparato respiratorio, di quello locomotorio e del sistema vascolare periferico, per la cura della sordità rinogena, di affezioni gastroenteriche, delle affezioni dermatologiche e di alcuni disturbi ginecologici.

Le acque salsobromoiodiche

Affiorano dal terreno nella parte alta del paese, sotto l’albergo Terme, nella stessa zona ove sono stati effettuati i ritrovamenti archeologici delle antiche terme romane. Sono acque che nella loro composizione ricordano l’acqua di mare. I costituenti fondamentali sono il cloruro di sodio, il sodio, il bromo e lo iodio. Gli effetti sull’organismo sono molteplici. Tra i principali ricordiamo gli effetti sul sistema nervoso centrale che inducono calma e lieve sedazione, l’azione antinfiammatoria sui tessuti,     l’azione antisettica su cute e mucose, la stimolazione della secrezione di numerosi ormoni oltre ad effetti specifici generali e sui vari organi dipendenti anche dai mezzi di applicazione delle acque. Importanti sono anche gli effetti legati alla temperatura di applicazione delle cure come l’aumento della soglia del dolore e laumento della circolazione a livello locale.

Le acque sulfuree

Il principio attivo di queste acque è un gas, l’idrogeno solforato, attraverso il quale lo zolfo esercita le sue azioni medicamentose tra cui vanno ricordate quella sedativa ed antispastica, quella fluidificante sulle mucose, lo stimolo alla produzione di anticorpi di superficie con azione protettiva sia sulle riacutizzazioni delle malattie dell’apparato respiratorio sia contro le allergie.

Non vanno poi dimenticati gli effetti sulla pelle: l’azione favorente la caduta degli strati superficiali di cellule vecchie o malate e di stimolo alla crescita degli strati cellulari più profondi;   e ancora l’attività antinfiammatoria ed antisettica evidenziata da recenti studi in vitro e clinici.

Storia delle Terme di Porretta

Le Terme di Porretta hanno oltre 2000 anni e la leggenda narra che fu grazie ad un bue ammalato, ormai incapace di reggere l’aratro e lasciato libero dal suo padrone, che vennero scoperte le proprietà delle acque: il bue, in uno dei suoi peregrinaggi, si dissetò alla Fonte termale – che poi venne chiamata Puzzola – e ritrovò il suo vigore. Da allora il bue guarito, è l’emblema delle Terme di Porretta.

La storia della stazione termale di Porretta è ultramillenaria vastissima e molto articolata.

terme-emblema-bue-guaritoLa storia della stazione termale di Porretta è ultramillenaria vastissima e molto articolata.

Per quanto riguarda l’epoca antica la maggior parte delle informazioni si desume indirettamente da scritti e resoconti di studiosi, estrapolando dati e notizie su vestigia di epoca classica scoperte nelle vicinanze delle sorgenti termali dei Bagni della Porretta, che ci tramandano notizie sull’esistenza e l’antichità d’uso delle acque curative in questa zona.

terme-simbolo-leoneAbbiamo però anche una fonte diretta a testimonianza dell’esistenza di sorgenti termali almeno dall’età romana: si tratta del famoso mascherone raffigurante il volto di un leone, in passato simbolo delle Terme di Porretta. Questa effigie di marmo recuperata nel 1888 lungo il greto del Rio Maggiore viene fatta risalire al primo secolo della nostra era.

Il ritrovamento di frammenti di una statua di epoca etrusca fa poi sospettare che già queste popolazioni conoscessero ed utilizzassero le acque di Porretta.

I secoli dell’Alto Medioevo non ci hanno tramandato alcun documento storico, né archeologico, né scritto, che ci informi sulle terme porrettane.

Solo a partire dal XII secolo, Porretta e le sue terme cominciano ad essere citate in numerosi documenti, e dalla seconda metà del Trecento si intensifica in maniera sempre maggiore l’interesse per i bagni, soprattutto da parte del potere politico bolognese. Allo stesso periodo risale la costruzione dei primi alberghi comunitari e comincia a prendere forma l’attuale centro abitato con il nome di Bagni della Porretta.

terme-medioevoLa fama di Porretta e delle sue terme nel campo della sterilità femminile era tale che il famoso mercante pratese Francesco di Marco Datini nel 1387 ne scrive in alcune lettere comprese nel suo epistolario commerciale.

Perfino Niccolò Machiavelli le cita ne “La Mandragola” (Atto I – Scena II): “Oltra di questo, io parlai iersera a parecchi medici. L’uno dice che io vadia a San Filippo, l’altro alla Porretta, e l’altro alla Villa”

secoli XV e XVI videro accrescere l’interesse di Principi e Signori italiani del Rinascimento per le terme di Porretta. Basti ricordare Lorenzo il Magnifico, Bianca Cappello moglie di Francesco I de’ Medici, il Cardinale Francesco Gonzaga che aveva al suo seguito il celebre pittore Andrea Mantegna, Giovanni Sforza Visconti primo marito di Lucrezia Borgia.

Le terme nell’era moderna

terme-stampa-anticaDal XVI al XVIII secolo si sviluppa il metodo sperimentale che, con l’Illuminismo, invade tutti i campi del sapere e si rifletterà sulle conoscenze, più o meno empiriche, che allora si avevano sulle acque minerali e sul loro meccanismo d’azione.

Questo periodo per le terme di Porretta coincide con il governo della contea dei Ranuzzi, durante il quale si opera un ulteriore sviluppo delle terme, con conseguente commercializzazione delle acque e dei sali da esse ricavati.

Le cure termali sono ancora, in questo periodo, privilegio di pochi e l’accesso a Porretta è ostacolato dall’inaccessibilità dei luoghi, che sarebbe durata fino alla costruzione della Ferrovia Transappenninica, così come dall’insufficiente ricettività alberghiera.

La Signoria dei Ranuzzi terminò con la Rivoluzione Francese, quando Porretta divenne parte dell’Impero Napoleonico, per passare poi sotto lo Stato Pontificio nel 1814 e nel Regno d’Italia nel 1859.

Per quanto riguarda i collegamenti stradali e ferroviari, lo sviluppo del territorio – ed in particolare di Porretta – è stato a lungo condizionato dalla mancanza di collegamenti adeguati e sicuri con le principali città dell’Emilia e della Toscana.

terme-mappa-anticaLa Statale 64 Porrettana fu terminata solo nel 1847, dopo trent’anni di lavori, non riuscendo però a soddisfare le necessità del viaggiatore dell’epoca, a causa della scarsa sicurezza e dell’incertezza sulla durata del viaggio.

Dopo una serie di controversie, nel 1851 il Governo Austriaco, i Ducati di Parma e Modena, il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio sottoscrissero una convenzione per la costruzione della Ferrovia, denominata “Strada ferrata dell’Italia Centrale”, che avrebbe collegato Piacenza a Pistoia; il tratto Bologna – Bagni della Porretta – Pistoia venne iniziato nel 1856.

Fino a quel momento non era mai stata realizzata in Italia un’opera di tale portata: basti pensare che nel tratto in questione la linea è caratterizzata dalla presenza di ben 47 gallerie su un percorso di 133 chilometri. I lavori vennero affrontati con grande velocità e nel 1863 la nuova linea ferroviaria venne inaugurata a Bagni della Porretta da Vittorio Emanuele II e l’anno successivo fu aperta al traffico regolare.

La stazione di Porretta divenne così uno scalo di primo piano a livello nazionale, passaggio obbligato nel collegamento tra l’Italia Centrale e Settentrionale.

La Ferrovia ha contribuito in modo determinante allo sviluppo economico e sociale delle popolazioni della Valle del Reno, rompendo il loro antico isolamento.

terme-cartolinaIl XIX secolo è il periodo del grande rinnovamento dell’idrologia, sia dal punto di vista dottrinario che pratico. In questo secolo le stazioni termali subiscono una rivoluzione architettonica, con ricostruzioni maestose, spesso però senza rispettare le vestigia del passato. Si distrussero così importanti reperti, come successe anche a Porretta con la costruzione del nuovo stabilimento Leone-Bove, sorto sull’antico impianto termale.

Le terme erano frequentate da un pubblico scelto, rappresentato dalla classe dirigente dell’epoca, la società borghese che vedeva nella cittadina termale, oltre a un’occasione di cura, anche un luogo di svago e villeggiatura. Per i Bagni della Porretta questo secolo rappresentò l’apice, con un afflusso di bagnanti mai realizzatosi nel passato.

L’Ottocento coincise quindi con un periodo di grande sviluppo delle terme e di Porretta stessa, determinato, e a sua volta determinante, per una serie di fenomeni: costruzione di nuove strade, ferrovie, nuovi stabilimenti, accresciuta collaborazione con la Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna.

Il novecento

terme-cartolina-anticaDopo l’Unità d’Italia l’afflusso dei curandi subì un netto e progressivo incremento. La fama delle proprietà terapeutiche delle acque termali porrettane si diffuse nella penisola e all’estero, a Porretta in quegli anni si tenevano numerosi convegni medici.

I giornali dell’epoca nelle loro cronache parlavano spesso delle terme porrettane, cronache da cui uscivano spaccati di vita termale interessanti e particolari, ricchi sia di episodi curiosi che di avvenimenti importanti per la vita e lo sviluppo delle terme. Porretta era una stazione termale vivace e alla moda.

Numerosi erano gli artisti lirici che vennero qui per ristorare e fortificare le loro preziose corde vocali con le cure inalatorie. Fra i tanti citiamo Adelina Patti, Gemma Bellincioni, Alessandro Bonci, Giuseppe Borgatti, Ezio Pinza, Toti Dal Monte, Gino Bechi.

Nella seconda metà del Novecento il termalismo diventa un fenomeno di massa: oltre ai tanti letterati, pittori, artisti del canto che l’avevano deputata loro stazione termale ideale, insieme a tutta l’aristocrazia della cultura e dell’arte, a Porretta cominciano a giungere migliaia di persone attratte dalla fama delle sue acque.

Le origini del nome Porretta

Una curiosità. Demetrio Lorenzini, farmacista, geologo e botanico, nato e vissuto a Porretta tra il 1834 e il 1910, autore della “Guida ai Bagni della Porretta”, sosteneva che il nome Porretta deriva da “una misera parrocchia intitolata a Santi Nicolai di Poreda”, nome anche di un antico castello già distrutto nella guerra fra i Bolognesi e quelli della Sambuca Pistoiese.

Il Santuario della Madonna del Ponte

Il culto legato alla devozione dell’immagine sacra della Madonna viene fatto risalire al 1249, epoca in cui venne sperimentata l’efficacia delle sorgenti termali della città.

La prima costruzione era una Maestà la cui parete di fondo era costituita dalla roccia su cui era dipinta la Madonna.

Presso il Santuario costruito tra 1578 ed il 1585 subito si verificarono molti eventi miracolosi documentati dai testi storici e dai numerosi ex voto conservati; il più noto è sicuramente quello avvenuto intorno al 1599, quando una quarantina di pellegrini, di ritorno dal Santuario, furono coinvolti nel crollo del ponte restando incolumi.

Nel 1599 si decise di ricostruire in muratura il vecchio ponte in legno che collegava il Santuario con l’attuale Statale Porrettana in quel tratto scavata nella roccia.

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